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Storie di business

Alla conquista del mondo: parliamo di design italiano!

Con oltre 18mila imprese solo in Lombardia e un export di 20,7 miliardi di euro (2015), in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente, sono il design manifatturiero e la progettazione a giocare un ruolo chiave come fattore competitivo. Parliamo di una delle eccellenze italiane che fanno del nostro Paese, e della piazza di Milano, la […]
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Con oltre 18mila imprese solo in Lombardia e un export di 20,7 miliardi di euro (2015), in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente, sono il design manifatturiero e la progettazione a giocare un ruolo chiave come fattore competitivo. Parliamo di una delle eccellenze italiane che fanno del nostro Paese, e della piazza di Milano, la culla del mondo.

Il design italiano ha una storia di lunga data. Nato negli anni ‘30 attorno alle grandi forniture di arredamento per le navi da crociera, ha da sempre la capacità di abbinare tecnologie artigianali a metodologie industriali. Grazie al mix creativo di designer, stilisti e architetti di interni e ingegneri ed esperti di produzione, questo settore ha contribuito all’inclinazione della piccola e media industria italiana a lavorare adattandosi ad una clientela esigente e raffinata e quindi a rispondere ad esigenze diversificate.

Ecco perché il made in Italy di mobili d’ufficio, lampade, arredo domestico e per spazi retail è un brand che ogni anno fa segnare un più nel nostro sistema produttivo.

Ma qual è la Regione del design? Il primato va alla Lombardia e alle province di Monza e Brianza e Milano che la fanno da padrone, a seguire si distingue il Veneto con la provincia di Treviso in particolare.

I comparti che esportano di più sono mobili per cucine, componenti di mobili, sedie e i gioielli e i mercati che ci aprono le porte in Europa sono Francia, che da sola misura il 13% dell’export, la Svizzera e la Germania. Altri Paesi che ricevono molti prodotti italiani sono l’Arabia Saudita, in particolare per l’arredo d’ufficio, gli Stati Uniti, la Russia, la Polonia e il Regno Unito.

La sinergia tra industria e artigianato ci hanno permesso inoltre di confrontarci e superare il pericolo del trasferimento dei cicli manuali in Paesi produttivamente più favorevoli (come la Cina) e la globalizzazione in generale.

Stile, perfezione manuale di prodotti ideati e destinati ai “fuori serie” che conquistano il mercato internazionale. E’ la firma del made in Italy!

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