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Alta gamma e contract: la piastrella Made in Italy sempre più internazionale

26 settembre 2018

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Data di pubblicazione: 26 settembre 2018
150 aziende che impiegano 19.000 professionisti dell’industria ceramica, 425 milioni di metri quadri tra produzione e vendita di piastrelle e un giro d’affari pari a 5.5 miliardi di euro generato per l’80% dall’export e, in particolare, dal settore contract: comparto dell’arredo legato alla realizzazione di progetti creati su misura per il committente. È questo lo spaccato emerso dall’ultima assemblea di Confindustria Ceramica per un comparto che secondo le stime di Prometeia – società di soluzioni per il Risk e il Wealth Management - vanta una domanda mondiale in crescita tra il 3 e il 4%.

Il contract ama le grandi lastre

La rinomata “Valle delle piastrelle”, in cui si concentra l’80% della produzione Made in Italy di mattonelle e che copre i 19 chilometri emiliani tra Maranello e Scandiano con baricentro a Sassuolo, scoppia di salute ed è sempre più stimolante anche in termini di crescita di mansioni e professioni nell’industria ceramica. L’ultimo trend, evidente anche alle più recenti edizioni di Cersaie - il Salone Internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno - si focalizza sulla produzione di grandi lastre le quali soddisfano appieno le svariate esigenze del mondo contract, grazie alle numerose opzioni di personalizzazione che consentono di definire la soluzione estetica più idonea ad ogni singolo progetto. 

 

Gli spazi della tile valley non bastano più!

Tuttavia, proprio dal meeting di Confindustria Ceramica si rileva una forte espansione del settore contract in Europa Orientale e nei Paesi del Golfo, prevedendo una domanda di spazi aggiuntivi pari a 23 milioni di mq*. Una delocalizzazione produttiva potrebbe offrire spazio prezioso agli enormi impianti necessari alla lavorazione delle grandi lastre così in voga.
I produttori italiani del settore continueranno a presidiare la nicchia di mercato premium, promuovendo l’eccellenza del Made in Italy e le sue piastrelle, che costano il triplo di quelle cinesi e il doppio di quelle spagnole, ma che sono sinonimo di indiscutibile top quality.
Quella qualità a cui gli imprenditori italiani di tutti i settori devono sempre puntare.

 

La qualità del comparto richiama professionisti di alta gamma

Il settore della ceramica necessita di figure professionali creative, dotate di una spiccata sensibilità estetica contemporanea, ma anche di elevato profilo tecnico. Le professioni sono, infatti, molto variegate e abbracciano manager e operatori dalle differenti competenze, in ambito architettonico e dell’arredobagno.
Per esempio, i designer industriali per ceramica non devono soltanto progettare e sviluppare nuovi prodotti, ma puntare anche a migliorarne l’estetica, l’ergonomia e l’usabilità, tenendo conto dei vari contesti in cui verranno utilizzati.
Si pensi al contract negli specifici mercati di riferimento e in differenti aree geografiche su scala globale. Numerose e mirate sono anche le skill richieste agli addetti alle macchine da ceramica, che devono eseguire la propria mansione al meglio per garantire lo stato dell’arte dei prodotti Made in Italy.
Un esempio? Essenziale è il ruolo degli specialisti addetti alla rettifica nel settore ceramico. Questo procedimento permette di squadrare i bordi per ottenere l’effetto “pietra naturale”, in tal modo le piastrelle si possono accostare bordo contro bordo, con giunti di fuga poco percepibili.
Sono, dunque, molte le competenze richieste da questo dinamico settore, la cui crescita fa prevedere un continuo incremento della domanda di professionisti esperti, come il progettista creativo

*(Fonte: Confindustria Ceramica 2017)
 

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