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Chimica Farmaceutica. Un settore in salute

06 giugno 2018

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Data di pubblicazione: 06 giugno 2018
I numeri del Farmaceutico italiano fotografano una crescita importante rendendolo, giorno dopo giorno, un fiore all’occhiello dell’industria del Bel Paese. Vediamo i dati più rilevanti con un occhio al prossimo futuro, dove si affacciano le dinamiche della trasformazione digitale che impatterà anche sul contesto occupazionale di tutto il comparto.

In Italia, un business da oltre 30 miliardi di euro 

Con oltre 30 miliardi di euro di produzione, l’Italia è il secondo player del mercato farmaceutico europeo, dopo la Germania. Seguono a ruota, ma sotto i 25 miliardi di euro, Francia, Regno Unito e Spagna. Dei 30 miliardi di euro, ben il 71% è destinato all’export, che rappresenta il 25% della produzione totale e il 18% del mercato. Nell’arco di 7 anni l’Italia ha incrementato la produzione del 21%, in controtendenza con il manifatturiero che - tra il 2010 e il 2017 - ha avuto una flessione del 3%. Anche l’export ha maturato indici di crescita nettamente superiori alla media nazionale: +73% contro il +33% dell’intera industria italiana, con tassi di crescita superiori anche a quelli europei (+43%). 

 

Cresce la R&S. Nei numeri e nelle competenze

Con 64.000 addetti a cui si aggiungono 66.000 dell’indotto, oggi il comparto farmaceutico è una delle industrie più importanti del tessuto italiano. Il Pharma conta 6.900 risorse dedicate alla Ricerca & Sviluppo (R&S), con tassi di incremento dell’occupazione del 5%. Entrando nel dettaglio, dal 2014 il farmaceutico ha generato 3.000 nuovi posti di lavoro, soprattutto in produzione e ricerca. Dei 44 miliardi di produzione, 3,5 sono dedicati a investimenti in R&S, specialmente nelle aree relative a vaccini, emoderivati, farmaci orfani, terapie avanzate e Biotech, ambito che registra, nel 2018, ben 282 progetti in via di sviluppo. 

 

Le sfide del prossimo futuro

Entro il 2019, l’Healthcare sarà il primo settore al mondo per volumi dedicati alla R&S e anche l’unico per il quale l’Europa avrà una specializzazione internazionale. Si stima che, tra il 2018 e il 2022, oltre 900 miliardi di dollari saranno investiti in R&S: di questi oltre 150 saranno dedicati proprio al comparto Salute*. 
Per le realtà farmaceutiche italiane sta diventando essenziale condividere informazioni, esperienze e competenze per rafforzare la leadership italiana in Europa in tema di ricerca. Proprio con questo scopo è nato ad esempio il Fondo TRIS (Tutele, Riqualificazione, Innovazione, Solidarietà) con l’intento di agevolare il traghettamento del settore farmaceutico verso l’industria 4.0. Attivato su scelta volontaria da parte delle aziende e dei suoi lavoratori, il Fondo vuole essere uno strumento per aiutare l’accelerazione che il comparto dovrà affrontare, come già accaduto ai settori IT e Bancario, permettendo a Stato, aziende e dipendenti di individuare soluzioni per affrontare un cambio generazionale sempre più necessario. I farmaci digitali basati sulla elaborazione dei Big Data saranno sempre più alla base delle nuove tecnologie farmacologiche, perché il futuro passa attraverso una grande trasformazione: dal concetto di farmaco come prodotto a farmaco come processo di cura che un individuo decide di adottare. Un’evoluzione importante, che porterà a un rapido cambiamento delle professionalità del settore farmaceutico e di tutto il sistema sanitario. 

*Fonte PWC, The 2017 Global Innovation Study. 
 

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