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AI, robotica e digital porteranno alla disruption il mondo Finance

20 febbraio 2017

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Data di pubblicazione: 20 febbraio 2017

L’intelligenza artificiale e il mercato della robotica hanno registrato un valore di 10,7 miliardi di dollari nel 2014 e si prevede che per il 2020 questo dato ammonterà a 153 miliardi. L’applicazione dei prodotti di questi settori è sempre più ampia, ma ora sta entrando anche nel mondo blindato del Finance.

Un argomento caldo nell’ambito finanziario è, attualmente, il Digital Finance. Di cosa si tratta? Il pagamento contactless è l’esempio più banale e ininfluente, ma anche il più chiaro per capire di cosa parliamo: con questa modalità è possibile effettuare molte operazioni, semplicemente sfiorando i POS con le vostre carte di credito, bancomat ecc.
Da qui si arriva a tutta una serie di evoluzioni in quest’area, le principali?

  • Aumento degli investimenti nelle “banche digitali”
  • Blockchain o pagamento tramite bitcoin, che già esiste da qualche anno, ma ora potrebbe incontrare favori anche nel mercato finanziario, in cui verrà integrata con altri servizi
  • Link video per aumentare l’engagement interno e la retention dei clienti
  • Wearable o tecnologia “indossabile”, che si estenderà a questa industry finora blindata rispetto a queste soluzioni, ma che da poco ha lanciato (per un gruppo britannico) un accessorio digitale: un vero e proprio portafogli, che consente di pagare in modalità contactless
  • Social media, un mondo giovane e fresco per un mercato restio al cambiamento, che però ha bisogno di avvicinarsi maggiormente ai clienti
  • Monetizzazione delle informazioni, concetto che le banche stanno cercando di passare anche ai clienti
  • Biometriche, ovvero il riconoscimento del cliente da caratteristiche biologiche (ad esempio dalle proprie impronte digitali) anche tramite app
  • Team interni specializzati. Alcune aziende stanno già provvedendo ad accaparrarsi talenti del mondo IT per creare dei veri e propri “Team digitali”

I pericoli di questa evoluzione, ci sono, come in ogni innovazione, perché si dovranno ridistribuire le risorse, che andranno anche formate per diventare più specializzate sulle nuove tecnologie. I vantaggi, però, superano di gran lunga i lati negativi, a cui si potrà porre facilmente rimedio.

L’Italia, in questo ambito, è molto indietro rispetto ai grandi gruppi mondiali, contando che solo il 40% delle nostre banche cita i Big Data nel proprio piano strategico.

In America e Regno Unito, sono già numerose le applicazioni tecnologiche. Nel nostro Paese, invece, chi potrebbe riuscire a sfruttarle nel modo migliore, guadagnando in valore, sono le startup FinTech che potrebbero impiegarle in modo nativo. Il vantaggio è che questi player non devono pensare a riposizionamenti o corsi di specializzazione per il personale interno, dato che già avranno tutti gli strumenti fin dal primo istante in azienda.

Le parole chiave da tenere monitorate in questo mondo sono:

  • API – stringhe di codice standardizzate per interagire e scambiare dati in modo flessibile, economico e sicuro
  • Big Data finanziari – patrimonio più importante delle banche, vanno scovati, rielaborati e raffinati per produrre nuovo valore
  • Blockchain – per generare vantaggi non solo per il cliente (costi ridotti, facilità d’impiego e velocità), ma anche per gli operatori finanziari

Con tutte le novità del mercato, sembra di entrare in un film futuristico. Considerando, però, che con le velocità attuali il futuro è adesso, mai come ora bisogna prestare grande attenzione ad evoluzione digitale e miglioramenti derivanti da essa.

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