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Career Plan

Si può licenziare per “troppe pause”?

La risposta sembra essere “sì” se guardiamo all’ultima sentenza della Cassazione che ha legittimato un licenziamento dovuto a troppi caffè durante l’orario di lavoro. Il diritto alla pausa e al riposo del lavoratore e le esigenze di produttività dell’azienda sono interessi divergenti che a volte possono entrare in collisione, se non gestiti nel modo corretto. Vediamo a questo proposito gli ultimi pronunciamenti della giurisprudenza italiana.
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Qualche caffè di troppo.

"La determinazione della collocazione e della durata delle pause non può essere rimessa al totale arbitrio del lavoratore”: è questo uno dei passaggi di una recente sentenza (20440/2015) della Corte di Cassazione.

I giudici – chiamati a pronunciarsi sul licenziamento di un lavoratore dipendente fuorisede, sorpreso a effettuare numerose pause caffè durante l’arco della giornata – hanno così dato ragione all’azienda.

Come prove, trattandosi di un lavoratore a distanza – l’azienda ha fornito i dati di un GPS utilizzato per monitorare i suoi spostamenti. La sentenza ha quindi legittimato anche la possibilità per il datore di lavoro di controllare il dipendente attraverso dei sistemi tecnologici.

In un mondo del lavoro sempre più evoluto e basato su “collaborazioni in remoto” si tratta di una novità importante, al di là del giudizio di ognuno sulla vicenda.

Le norme in materia.

Del resto sempre la Cassazione, pochi mesi fa, aveva fatto chiarezza sulle norme relative al licenziamento, e in particolare sul tema delle assenze ingiustificate.

L’onere della prova spetta sempre all’azienda e se questa non è in grado di dimostrare adeguatamente la mancanza del dipendente (fermo restando la sua possibilità di giustificare l’accaduto), non è possibile dare seguito al licenziamento.

Il licenziamento è inoltre possibile solo è effettivamente commisurato alle mansioni svolte dal lavoratore e se l’assenza ingiustificata ha creato un danno grave all’attività aziendale secondo un principio di proporzionalità. È evidente che se un manager si assenta per una settimana dal lavoro senza darne comunicazione e rendendosi irreperibile alle visite di controllo – bloccando di fatto i progetti dell’azienda – questa ha più di una chance di ottenere il suo licenziamento.

Il consiglio di In Job.

Spesso queste “situazioni limite” sono figlie di una carente comunicazione interna. Il nostro consiglio è di stilare dall’inizio delle regole interne, chiare e trasparenti – su orari, pause e comportamenti – che possano salvaguardare quanto più possibile le necessità sia dell’azienda sia di tutti i collaboratori.

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