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Trasformazione digitale. L'ICT traina la ripresa

18 ottobre 2017

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Data di pubblicazione: 18 ottobre 2017
Dopo un periodo negativo, che nel 2013 ha registrato un calo del 4,4% nel business legato all'informatica e alle telecomunicazioni, gli ultimi dati del rapporto Assinform 2017 evidenziano una crescita importante. Unico neo, il gap di specialisti digitali.

Per il mercato digitale italiano, le previsioni 2017 parlano di una crescita del 2,3%. Un dato ancora migliore rispetto al +1,8% registrato l'anno scorso, quando il settore nel suo complesso ha totalizzato oltre 66 miliardi di euro. Tra i vari comparti, quelli più in salute sono i servizi, i software e le soluzioni ICT che trovano ampi margini di sviluppo in tutti gli ambiti di applicazione. Dall'Industria alle banche, dalle utility alle assicurazioni, fino ai trasporti e alla distribuzione, con un’aspettativa di incremento nelle spese tecnologiche pari a circa il 4% tra il 2016 e il 2019.

 

La crescita del comparto ICT

Lo sviluppo dei servizi ICT è trainato dai nuovi trend del settore come Data Center e Cloud Computing (+16% nel 2016) che compensano largamente la stagnazione del business relativo ai servizi di Assistenza Tecnica, Formazione e Outsourcing.

Nel campo delle Soluzioni ICT, i software applicativi ottengono ottimi riscontri (+6,5%) grazie a una crescente richiesta di piattaforme innovative IoT e web.

In generale le aziende italiane, pur in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, mostrano oggi una forte attenzione verso i processi di trasformazione digitale. I modelli di produzione, i servizi, l'interazione tra clienti e fornitori stanno cambiando e sul mercato entrano nuovi operatori fortemente orientati a soluzioni come Big data, Mobile Business o Cybersecurity.

 

Caccia alle competenze digitali

Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, Security Analyst. Sono solo alcune delle figure ricercate dal settore che però trovano poco riscontro nei profili a disposizione delle Risorse Umane.

Secondo lo studio Assinform, per il biennio 2016/18, il mercato richiede 85.000 nuovi specialisti di cui quasi il 70% tra neolaureati e diplomati al loro primo impiego.

Per sostenere la crescita, diventa quindi cruciale stimolare attività di formazione in ambito digitale che possano offrire concrete opportunità di carriera ai giovani e garantire a una platea sempre più vasta di PMI italiane le competenze necessarie per innovarsi.

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