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Tutti i colori della customizzazione

06 dicembre 2017

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Data di pubblicazione: 06 dicembre 2017
L'ultima frontiera dei beni di largo consumo è la loro personalizzazione attraverso finiture ad hoc. Ne parliamo con Andrea Bonin, fondatore di GRUPPO ANBO e responsabile della divisione ANBOindustry, specializzata in cubicatura industriale, verniciature e mascherature speciali.

Buongiorno Andrea. Ultimamente sentiamo spesso parlare di Cubicatura, ma il suo significato non è molto chiaro per i non addetti ai lavori. Puoi spiegarci di cosa si tratta?

È una tecnica nata in Giappone oltre 20 anni fa. Il suo inventore l'ha scoperta per caso. Voleva personalizzare il suo phon da capelli a 360 gradi, e questo phon per sbaglio è caduto dentro una bacinella d'acqua. Osservando l'immersione, si è accorto che la spinta dell'acqua poteva avvolgere l'oggetto nella sua totalità. Da qui è nata questa tecnica, utilizzata inizialmente soprattutto nell'automotive per la personalizzazione degli interni con effetti in radica, legno, ecc.

Noi oggi siamo in grado di applicare la cubicatura a qualsiasi oggetto. Tutto ciò che può essere verniciato può anche essere cubicato realizzando migliaia di effetti marmo, legno, carbonio, camouflage, spazzolati con finiture lucide, opache, perlate, metallizzato e tanti altri. Il risultato decorativo finale è davvero impressionante. 

 

Quali sono le ultime tendenze e gli effetti più richiesti?

Ultimamente, il mondo della moda e del design si è molto orientato verso finiture camouflage, animalier ed effetti vintage/invecchiati in varie sfumature e tonalità. Per i prodotti più tecnici, da sempre gli effetti e le finiture più richieste sono il carbonio e il brushed. In generale, i nostri clienti sono marchi internazionali con prodotti di alta gamma, come un occhiale firmato o una calzatura di lusso. Le lavorazioni eseguite danno un plus molto importante al prodotto sia in termini estetici sia di performance grazie a speciali protettivi che permettono ai vari articoli di resistere all'abrasione, ai graffi e agli urti. Di conseguenza aumenta il valore percepito per il consumatore e anche il prezzo di vendita sul mercato.

 

Come è cambiato in questi anni il mondo della colorazione?

Il nostro settore è cresciuto in maniera significativa in base all'evoluzione del mercato e alle esigenze del cliente. Fino a qualche tempo fa, le richieste dei brand erano su grandi quantitativi programmati, per lavorazioni dello stesso articolo o di prodotti della stessa tipologia. Negli ultimi anni la tendenza si è invertita a favore di lotti molto più piccoli, in cui la personalizzazione riguarda anche il singolo pezzo. Sicuramente, la rivoluzione digitale ha avuto un ruolo determinante: oggi sono sempre di più le aziende che - spesso tramite il proprio e-commerce - consentono al consumatore di configurare e customizzare il prodotto in ogni minimo dettaglio.

Nel nostro settore, questo cambiamento ha favorito le realtà più dinamiche e al passo coi tempi. Quelle più attente a fornire un servizio dedicato anche su prodotti realizzati in tirature limitate. È necessario un lavoro importante di ricerca e sviluppo, seguendo ogni progetto in cantiere fin dalla fase di prototipazione. Serve una struttura agile e flessibile, anche per ottimizzare la gestione degli ordinativi e dare risposte in tempi brevi.

 

Esistono attenzioni particolari anche in termini di eco-sostenibilità delle varie finiture?

Sì, certo. Oggi c'è una forte sensibilità su questo tema. Ormai utilizziamo solo vernici a base d'acqua al posto di quelle a solvente, e in generale tutte le materie prime utilizzate rispettano elevati standard ambientali. Questo è importante soprattutto per quelle aziende italiane che puntano sull'export e a Paesi, come ad esempio la Germania, dove possono essere commercializzati solo prodotti che rispettano determinati requisiti.
La nostra azienda ha seguito in prima persona un progetto per rendere certe tinte ed effetti più eco-friendly. Come la cromatura a specchio che una volta era possibile solo con tecnologia galvanica - che invece prevedeva scarti elevati e l’utilizzo di acidi non in linea con le direttive europee. In questo senso, l'eccellenza del nostro settore è un traino anche per valorizzare l'eccellenza dei nostri prodotti Made in Italy in tutto il mondo.

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