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Troppo turnover

21 settembre 2015

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Data di pubblicazione: 21 settembre 2015
Negli ultimi anni, complice la crisi e una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, le aziende italiane di diversi settori hanno registrato un elevato turnover del personale. Se in alcuni casi questo può essere considerato inevitabile, fisiologico o addirittura positivo per consentire un ricambio di idee, stimoli e competenze, esistono diverse ragioni per cui una azienda dovrebbe quantomeno monitorare il fenomeno. Vediamo insieme il perché.

Tutti i costi, diretti e indiretti.

Ogni licenziamento operato dall’azienda o effettuato liberamente dal dipendente ha un costo. Questo riguarda sicuramente le spese di ricerca e selezione del personale, così come le attività di inserimento e formazione delle nuove figure che, anche se già esperte, devono integrarsi con lo staff e apprendere il nuovo metodo di lavoro. Ma oltre a questi “costi diretti” esistono dei “costi indiretti” dati dal calo di produttività ed esperienza, le probabili lamentele dei clienti, l’aumento del carico di lavoro per chi resta, e altre problematiche che possono emergere da un continuo ricambio dello staff. Valutare l’insieme di questi costi è difficile ma è bene conoscere la loro esistenza.

A volte sono i migliori ad andarsene.

Un elevato turnover del proprio reparto, per un manager potrebbe essere anche un fattore positivo se a lasciare fossero i collaboratori più pigri e meno skillati. Purtroppo in media sono invece quelli più esperti e volenterosi che se ne vanno. Perché sono maggiormente proattivi nella ricerca di un nuovo lavoro e hanno competenze, capacità e carattere “da vendere” alla concorrenza.

Ogni volta che una figura importante (non solo in ruoli chiave) dà le dimissioni, l’azienda perde un capitale di conoscenze la cui ricostruzione richiederà diverso tempo. I patiti del budget potranno anche essere felici di pagare uno stipendio in meno, ma i costi indiretti potrebbero essere molto più alti.

Una dimissione tira l’altra.

Non è raro che in azienda, la fuoriuscita di una pedina strategica porti nel breve periodo altri collaboratori a dare le dimissioni. Si tratta della classica goccia che fa emergere una serie di insoddisfazioni covate da anni. Capita inoltre che il dimissionario attiri nella sua nuova realtà i suoi colleghi più competenti, creando così un vero e proprio vuoto all’interno del reparto.

Risorse Umane. Un ruolo strategico.

Creare percorsi interni di crescita e formazione, motivare lo staff anche con incentivi economici, adeguare le retribuzioni a quelle del mercato, ridurre un eccessivo carico di lavoro. Sono solo alcune delle soluzioni che un’azienda può mettere in atto per evitare un livello di turnover eccessivo. Ma tutto passa attraverso un lavoro attento e professionale da parte del team di Risorse Umane nella corretta valutazione dei nuovi candidati e dello “stato di salute” del personale. È quello che ogni giorno facciamo noi di In Job per tante aziende diverse. Ed eventualmente… anche per la tua.

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