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Tax Credit: un “ammortizzatore finanziario” utile, conosciuto da pochi, che garantisce un ritorno d’immagine

09 giugno 2016

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L’utilità che può avere il finanziamento di un film da parte di aziende che non fanno parte del mondo del cinema. Non si tratta solo di immagine.

La vostra azienda ha mai pensato di investire in una produzione cinematografica e diventare fautrice di successi come “Perfetti sconosciuti”? Se sì, l’ufficio marketing avrà evidenziato il ritorno di immagine e magari il posizionamento di prodotti o servizi nelle scene del film. Il Tax Credit potrebbe, però, essere la chiave di volta per far accettare queste idee come investimenti più oculati. In un periodo di crisi come quello attuale infatti, la promozione della cultura italiana potrebbe essere la carta vincente. Questo strumento, infatti, consente di beneficiare di numerosi sgravi per compensare i debiti fiscali relativi a Ires, Irap, Irpef e Iva, pari al 40% dell’apporto che verrà fornito per la realizzazione del film.

Il restante 60% del totale investito potrà poi essere recuperato sotto forma di utili entro 90 o 120 giorni dall’uscita del film. Le aziende possono decidere liberamente di investire fino al 49% del costo di produzione, con cui si acquisisce il diritto alla percezione degli utili. Questo permette un ritorno della quasi totalità del capitale investito, insieme ad un ricavo che viene tassato in misura ridotta al 5%.
Un finanziamento che fa gola a molti, soprattutto per il fatto che a differenza di altri settori in cui le decisioni vengono prese basandosi su progetti e disegni, qui è possibile farlo anche a riprese ultimate, visionando spezzoni o il film intero (in questo caso bisognerà stipulare il contratto prima di iniziare la distribuzione del film).

Quando si valuta il ritorno di immagine e di brand advertising, ci sono innumerevoli vantaggi, ad iniziare dalla possibilità di operazioni di Product Placement fino al legame indissolubile tra film e investitore.
Il marchio dell’impresa può, infatti, comparire all’interno dei titoli di coda e i suoi prodotti o servizi possono essere inseriti all’interno della produzione. Esiste, inoltre, la possibilità di avviare attività di co-marketing, motivo per cui l’attenzione, solitamente, si concentra su produzioni in linea con principi e valori cardine dell’azienda.

Altro punto a favore del Tax Credit è che non aiuta solo le aziende, ma promuove anche il nostro Paese. Una delle regole prevede infatti che l’80% del capitale investito sia speso sul territorio nazionale.

Il più grande esempio dei risultati che si possono ottenere, è sicuramente “La grande bellezza”, film emblematico che ha avuto una risonanza mediatica grandiosa ed è stato uno dei beneficiari di Tax Credit (Il Sole 24 Ore).

Se siete interessati a questo tipo di attività, trovate maggiori informazioni sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

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