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Sempre più aziende verso lo smart working

05 luglio 2016

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In un mondo del lavoro in continua evoluzione, tra nuove esigenze di flessibilità e opportunità fornite dalla tecnologia, anche in Italia sono sempre di più le realtà che sperimentano progetti di smart working. Il “lavoro agile” che permette al lavoratore di migliorare la propria qualità della vita e alle imprese di ridurre i costi legati alle sedi aziendali, attrarre più talenti e aumentare la produttività delle proprie risorse.

In cosa consiste?

 

Si definisce lavoro agile una “modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato allo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. Il testo del Disegno di Legge, varato a gennaio 2016, ne sottolinea in modo definitivo anche i confini, specificando che il lavoro agile può essere svolto in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e sotto il medesimo trattamento economico.

Durante i periodi di lavoro svolti all'esterno dei locali aziendali, non è prevista una postazione fissa. Il lavoratore può scegliere dove lavorare - a casa sua, in uno spazio di coworking o in qualsiasi altro luogo - in maniera totalmente libera.

 

Quanti lo stanno già utilizzando?

 

Secondo l’Osservatorio sullo smart working istituito dal Politecnico di Milano, anche in Italia il lavoro sembra evolversi verso dinamiche più delocalizzate e digitalizzate.

Da una ricerca effettuata su 250 società pubbliche e private di svariati settori, “nel 2015, il 17% delle grandi imprese ha messo in atto progetti strutturati di smart working rispetto all’8% del 2014. E - anche là dove manca ancora un approccio organico - 1 compagnia su 2 ha comunque adottato iniziative volte a creare maggiore flessibilità in termini di orari e organizzazione”.  

I progetti di sperimentazione riguardano in particolare le grandi aziende e normalmente il lavoro a distanza viene introdotto su 1-2 giorni a settimana, anche in relazione al ruolo ricoperto, con una maggiore flessibilità concessa ai manager.

 

Anche gli uffici sempre più smart.

 

Con lo smart working anche gli ambienti di lavoro diventano più flessibili, perché l’ufficio rimane un luogo-chiave, ma può trasformarsi in base alle nuove esigenze. Alcune aziende stanno sperimentando ad esempio le postazioni mobili. D’altronde, il 31,4% dei dipendenti trascorre già oltre metà giornata lontano dalla scrivania, spostandosi sia all’interno sia all’esterno della sede.

Ma le novità riguardano anche la scelta di spazi più differenziati - dove comunicare, concentrarsi, rilassarsi, fare riunioni, incontri informali – e riconfigurabili, per adattarsi in breve tempo alle varie necessità dell’organizzazione. WiFi, sistemi di prenotazione delle facility aziendali e aree stampa condivise diventano ovviamente un must di questa nuova era.

 

Se il 2015/2016 è stato un biennio fondamentale per l’introduzione del lavoro agile in tante grandi realtà, nel prossimo periodo vedremo se la mobilità sarà adottata in maniera sistematica in tutti i reparti aziendali e se riuscirà a conquistare anche le piccole e medie imprese.

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