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Perché (e quando) si cambia posto di lavoro?

20 ottobre 2016

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Le persone decidono di cambiare azienda non solo per quello che accade sul lavoro, ma anche in base a ciò che succede nella propria vita. Una ricerca americana mette in evidenza alcuni aspetti psicologici legati alla job hunting, evidenziando i momenti topici in cui le persone iniziano a “guardarsi intorno”.

Si cambia per fare carriera, ma non solo

Perché si lascia la propria azienda? In generale, questa è una domanda facile a cui tutti potremmo rispondere indicando le motivazioni più comuni. Cattivi rapporti con i superiori, mancanza di crescita professionale, lavoro poco stimolante, paga al di sotto delle aspettative.

È più difficile invece stabilire quando si decide di cambiare lavoro. Come mai una persona che magari ha sopportato per anni condizioni non soddisfacenti all’interno della propria realtà, a un certo punto inizia a inviare cv e a spulciare LinkedIn in cerca di nuove opportunità?

 

Individuare i momenti topici

Una recente ricerca americana condotta dal CEB – società che fornisce insight basati su best practice e soluzioni tecnologiche - ha provato a studiare i periodi specifici in cui le persone si mettono alla ricerca di una nuova posizione. E i risultati sono molto interessanti.

Analizzando i picchi di “job hunting activity” i ricercatori hanno individuato alcuni momenti topici:

> anniversari di lavoro (aziendali e/o personali);

> compleanni (in particolare quelli in cui si festeggiano 40/50 anni);

> riunioni con persone dello stesso “peer group” (come una cena tra ex compagni di università o un incontro di ex colleghi).

Sono tutti momenti in cui le persone hanno l’occasione di fermarsi a riflettere e paragonare la propria situazione lavorativa con quella degli altri o rispetto al proprio percorso di vita, rendendosi conto, a volte, che è ora di fare un passo avanti. Chiudere un ciclo e iniziarne un altro.

 

Perdere una risorsa costa sempre di più

In molti settori, i costi di perdere un ottimo collaboratore sono in aumento, per vari motivi tra cui: scarsità di professionisti altamente qualificati, un mercato del lavoro ancora molto rigido, una crescita di importanza del lavoro in team dove il risultato non dipende solo dal singolo ma dai rapporti instaurati tra le diverse figure.

Per le aziende, la ricerca è quindi un invito ad approfondire le diverse dinamiche dietro alle scelte di un collaboratore, con lo scopo di anticipare i vari momenti clou che potrebbero causare la sua uscita. Trattenere una risorsa importante significa porre attenzione non solo al suo universo lavorativo ma anche al suo contesto di vita.

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