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I manager diventano più intellettuali

12 aprile 2016

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Rispetto a 10 anni fa - imprenditori, dirigenti e liberi professionisti italiani risultano essere più attenti all’arte e alla cultura, compresa quella del benessere. È il dato che emerge da una recente elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, basata sul confronto tra i dati Istat 2005 e 2015.

Più libri e meno tv

L’Italia, si sa, non è un paese di lettori. Ma il dato positivo è che il numero di manager che legge almeno un libro all’anno è passato dal 56,9% del 2005 al 61,4% del 2015. Cala invece la lettura dei quotidiani (quelli che lo leggono almeno una volta alla settimana sono scesi dall’83,5 al 74,3%) forse dovuto a una informazione più frammentata, tramite notizie online e social network. Il web potrebbe essere la causa anche di un minor utilizzo della televisione: negli ultimi 10 anni, il dato di chi rinuncia alla tv è passato dal 9 al 12%. Stabile invece la radio che mantiene un suo 76% di radioascoltatori.

Più mostre e monumenti

Il dato relativo ad imprenditori, dirigenti e liberi professionisti che hanno visitato monumenti e siti archeologici è passato dal 39,4% del 2005 al 46,1% del 2015. Un risultato importante (ottenuto soprattutto grazie alla componente femminile) che conferma una maggiore attenzione dei manager nei confronti dell’arte e della cultura. Nel 2015 il 67% ha visto almeno un film al cinema, il 36,2% è andato a teatro e il 54,2% ha trovato il tempo per visitare mostre e musei.

Più sport rispetto agli impiegati

Nonostante tutti gli impegni quotidiani, i manager non perdono di vista la necessità di rimanere in forma. Dal 2005 al 2015, sono sempre di più quelli che si dedicano allo sport nel tempo libero (76% contro 72,4%). In pratica, quasi 8 su 10 praticano attività sportive contro una media italiana del 58,5%, superando dunque impiegati, operai e pensionati. Inoltre, un manager su tre fa sport in maniera continuativa e gli uomini superano le donne, probabilmente perché queste ultime sono più impegnate anche sul fronte familiare.

Il quadro complessivo ci racconta di un manager più attento alla propria sfera extra lavorativa, consapevole che la crescita del business non può prescindere da una crescita personale, mentale e fisica. Uno stile di vita più “sostenibile” nato, probabilmente, anche in risposta alla recente crisi economica.

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