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Che lingua parla il business di domani?

18 giugno 2014

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Scopriamo 3 lingue che possono allargare i vostri orizzonti.

Le aziende di oggi, per essere competitive sul mercato internazionale, sono sempre di più a caccia di professionisti con skill linguistici evoluti in grado di relazionarsi in maniera fluente con le realtà economiche dei paesi emergenti.Accanto all’inglese, ormai dato per scontato, nel mondo globalizzato si affacciano così nuove lingue che possono davvero fare la differenza nella selezione di un candidato. Quali sono? Proviamo a vederle insieme.

Russo. L’export di Mosca ha registrato un boom notevole negli ultimi 10 anni e gli scambi con il nostro paese sono in costante crescita, grazie anche al fascino indiscusso del made in Italy soprattutto nel settore dell’abbigliamento. I consumatori che parlano russo sono tanti (140 milioni di praticanti, distribuiti tra tutte le ex repubbliche dell’Unione Sovietica) e la ricchezza comincia a diffondersi su vari strati della popolazione. Il processo di modernizzazione in corso richiede inoltre il supporto di partner tecnologicamente avanzati, e i manager che parlano russo possono rivelarsi fondamentali per conquistare la fiducia degli investitori.

Cinese. Secondo una recente statistica, dal 2001 al 2011 i non cinesi che studiano mandarino sono cresciuti di quasi 50 milioni. Non però grazie all’Italia, dove tutti ormai conoscono la sua importanza ma sono ancora pochissimi i manager skillati sul cinese. È vero piuttosto il contrario, ossia di laureati in Lingue Orientali che decidono di fare business date le straordinarie opportunità lavorative che riserva il colosso asiatico. Opportunità destinate ad aumentare data la crescita costante del PIL e oltre un miliardo di native speaker cinesi. Un mondo di persone che, oltretutto, non ha nessuna intenzione di migliorare il proprio inglese.

Francese. Tra le lingue europee è quella che gli analisti considerano la più interessante in termini di sviluppo futuro. Secondo i dati, nel 2050 potrebbero parlare francese 750 milioni di persone grazie alla spinta dei 23 paesi africani dove il francese è tutt’ora la lingua ufficiale. Non è quindi un caso se, in base a un sondaggio del Telegraph, già qualche anno fa i datori di lavoro individuavano la francofonia come requisito importante per la candidatura. Per un manager italiano poi il francese può rivelarsi utile per l’importanza strategica dei contatti commerciali con Parigi. E poi diciamocelo, imparare il francese, non è certo impossibile. Russo, cinese e francese sono dunque tre lingue che possono ricoprire un ruolo strategico fondamentale nel prossimo futuro. E un manager con ambizioni internazionali, dovrebbe tenerne conto se vuole aumentare il proprio valore sul mercato.

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