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Le frasi che un manager non dovrebbe mai dire

26 gennaio 2015

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Data di pubblicazione: 26 gennaio 2015
Fare il manager non significa solo assicurarsi che il proprio team sia in grado di far fronte a consegne e deadline. Un fattore fondamentale è anche capire COME il team riesca a portare a termine i propri compiti, tenendo conto delle caratteristiche e delle capacità di ognuno.

Le ricerche parlano chiaro: una delle prime cause di abbandono del lavoro, persino in questi tempi di crisi, è proprio il capo. Per questo un manager, un bravo manager, deve essere in grado di occuparsi tanto degli aspetti pratici del lavoro, quanto di quelli psicologici relativi ai propri collaboratori. Conoscere chi si ha di fronte e sapere cosa dire e come dirlo senza creare tensioni ma anzi stimolando la produttività.

Quali sono le frasi che un bravo manager deve davvero evitare?

“Non voglio sentire problemi, voglio soluzioni”

Responsabilizzare i membri del proprio team è importante, ma le soluzioni – se i problemi sono veri – si devono trovare insieme. Affrontare le lamentele del team è un segno di maturità e incoraggiare, entro certi limiti, lo sfogo, può essere liberatorio per tutti. Meglio che il team si sfoghi con voi, piuttosto che trascini un accumulo di tensioni che potrebbe diventare insormontabile.

“Ho dovuto lavorare al posto tuo, perché tu non c’eri”

Le presenze in orario extra-lavorativo non devono mai essere date per scontate. Le urgenze vanno sempre gestite, ovviamente, ma il dipendente deve sentirsi coinvolto, non costretto. Anche una frase “simpatica” come “oggi fai mezza giornata?” quando il collaboratore sta uscendo in perfetto orario dovrebbe essere usata con molta cautela. Se il team ha spesso bisogno di estendere l’orario di lavoro, forse la vostra organizzazione non è proprio impeccabile.

“Non ce la faremo mai”

Immettere ulteriore ansia nei processi lavorativi è assolutamente inutile. Bisogna dimostrare di avere sangue freddo, in modo che il team possa concentrarsi sul lavoro e non sulla propria… disperazione. Se la situazione vi sta sfuggendo di mano, provate a concentrarvi su piccoli obiettivi facilmente raggiungibili.

“Sei sempre il migliore” / “Sei sempre il peggiore”

Elogiare o attaccare sempre gli stessi, a torto o a ragione, non è produttivo e non aiuta le persone a crescere. Il migliore in questione non ha la misura delle aree sulle quali potrebbe lavorare ancora di più, o potrebbe perdere la motivazione sentendosi già arrivato. Il peggiore, paradossalmente, sentendosi giudicato senza appello, potrebbe semplicemente prendere il rimprovero come un fatto personale, rifiutando di riconoscere l’eventuale veridicità delle parole. Meglio sempre far seguire a un commento sulle performance consigli e sproni per migliorarle ulteriormente.

“Abbiamo sempre fatto così”

Ecco come soffocare la creatività di un gruppo. La decisione finale spetta sempre e comunque al manager, ma è importante mantenersi aperti ed elastici, accogliendo gli stimoli da parte di tutti. Ricordatevi che il linguaggio spesso è sostanza. Un’arma potentissima che se usata a dovere può aiutarvi a costruire una leadership di grande successo.

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