Logo header

Guidare un team a tutta velocità

31 marzo 2016

Torna alla lista

Posizioni di lavoro aperte per:

Construction & Furniture
Tradate
Data di pubblicazione: 06/12/2016
In Job S.p.A.- Career Center di Milano seleziona   VERNICIATORE   per azienda operante ne...
Dettagli
Chemical & Pharmaceutical
Padova
Data di pubblicazione: 06/12/2016
In Job S.p.A.- Career Center di Padova seleziona MAGAZZINIERE per importante azienda client...
Dettagli
Vedi tutti
Data di pubblicazione: 31 marzo 2016
Intervista a Thomas Biagi, pilota di Gran Turismo e manager di Racing Studios, centro italiano dedicato al team building in pista.

Ciao Thomas, a prima vista può sembrare strano associare il team building a uno sport individuale come lautomobilismo. Perché secondo te così tante aziende scelgono il Motorsport per fare iniziative di questo tipo?
Sì, nell’immaginario collettivo l’automobilismo è visto come uno sport individuale perché in tv emerge quasi esclusivamente il lavoro del pilota. Ma quello è in realtà solo la punta dell’iceberg di un grande gioco di squadra. In Formula 1, i team possono raggiungere anche le 500 unità e senza il lavoro di gruppo è impossibile vincere.

Per fare un esempio: basta un cambio di gomme meno veloce del solito e Vettel può passare da primo a terzo in un attimo. Per questo il nostro Team Building prevede anche una simulazione di Pit Stop con squadre create ad hoc dal cliente.

Le aziende scelgono il Motorsport perché oltre all’elemento prettamente atletico esiste una componente organizzativa fondamentale.

Ricerca e sviluppo, performance, velocità, formazione, talento, passione, competitività, l’importanza sia della tecnologia che dell’elemento umano… sono davvero infiniti i punti di contatto tra il Motorsport e il mondo aziendale.

 

Quali sono nello specifico le attività che vengono svolte durante una giornata in pista?
La giornata tipo inizia con una fase teorica in aula dove si parla di tecnica di guida e di gioco di squadra. Poi le squadre si sfidano nel Pit Stop e i vincitori conquistano la possibilità di guidare una vera Ferrari da gara in pista. Prima guidano loro affiancati dai nostri istruttori e poi guido io, con loro al mio fianco. In quel momento gli dimostro come i limiti che ci poniamo nella nostra mente davvero non esistono. Perché attraverso il training e la forza di volontà possiamo raggiungere qualsiasi obiettivo, personale e di business. 

Questa è una giornata tipo ma la verità è che l’azienda può personalizzare al massimo l’esperienza, con varie attività da miscelare in base alle proprie esigenze.

 

Ci puoi raccontare uno degli aneddoti che racconti durante i tuoi speech?
Uno che racconto spesso è il primo giorno di Michael Schumacher ai test Ferrari al Mugello. Gli ingegneri si erano presentati in pista alle 7, ancora con la nebbia mattutina. Tra la nebbia vedono un uomo seduto sulle scale del camion che punta l’indice della mano destra sul proprio orologio. Era Schumacher. Il giorno dopo si sono presentati tutti in pista alle 6…

Beh, mi fermo qui, perché anche questi sono segreti professionali!

 

Si può dire che è facile per un pilota avere la forte motivazione di migliorarsi ogni giorno, perché ha un traguardo e stimoli molto precisi. Come riesci a trasmettere la stessa voglia a un dipendente seduto ogni giorno dietro a una scrivania?
In realtà, anche per un pilota spesso i traguardi sono molto lontani e si raggiungono dopo anni di lavoro. Siamo noi stessi a crearci stimoli e obiettivi giorno per giorno. E qui le persone ottimiste e positive fanno la differenza. Anche io passo ore seduto dietro una tastiera nel mio duro lavoro “dietro le quinte”. La forza sta nel saper “visualizzare” le cose belle che arriveranno, che ti danno la motivazione per andare avanti. Per un dipendente la motivazione penso sia quella di vedere la propria azienda crescere, di svolgere bene il proprio lavoro per avere dei premi (non per forza in denaro) che lo possano ripagare del suo operato. Il sistema meritocratico per me è alla base del successo di una squadra o azienda che sia.

 

I nostri lettori sono soprattutto manager, qual è secondo te il segreto per una leadership di successo?
Non esiste un unico segreto che possa renderci dei buoni leader.  Sarebbe troppo facile. Le aziende non avrebbero bisogno di frequentare i nostri corsi e il mondo sarebbe pieno di leader.

Un buon leader è colui (o colei) che riesce a formare e costruire un gruppo di persone motivate che si muovono in un’unica direzione, una direzione coerente con gli obiettivi stabiliti insieme alla propria azienda. Per motivare le persone è fondamentale la condivisione di scelte, progetti, problemi e risultati, così come la responsabilizzazione del singolo. La capacità di delegare, affidando a ognuno un ruolo, una mansione e un traguardo ben definito. E poi un buon leader dà sempre il buon esempio: è il primo a rimboccarsi le maniche e a lavorare duro insieme alla propria squadra. Troppo spesso, invece, confondiamo il leader con l’arroganza di chi vuole solo impartire ordini.

Leadership, motivazione, passione e lavoro di squadra, sono tutti ingredienti essenziali per costruire una grande giornata di Team Building. 

Affidaci la selezione dei tuoi talenti per la tua azienda

Un network di 65.000 professionisti: i nostri HR Consultant troveranno le risorse più adatte alla tua azienda per raggiungere successi reali.