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Flessibilità, cosa dice la proposta di legge?

18 ottobre 2016

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Data di pubblicazione: 18 ottobre 2016
La flessibilità, una strana creatura di cui tutti parlano ma che fino a qualche anno fa sembrava utopica. In Italia la storia è stata fatta da chi ha sempre timbrato il cartellino puntualmente all’inizio e alla fine delle sue 8 ore in ufficio. Saremo in grado di adattarci a questa nuova anima del lavoro?

Il Disegno Di Legge 2233, ovvero quello che introdurrà il lavoro agile anche in Italia, può sembrare anacronistico, ma è più fattibile di ciò che si crede.

Le finalità sono decisamente pragmatiche: la possibilità di svolgere il lavoro in modalità flessibile, l’incremento della produttività e un miglioramento dell’equilibrio vita-lavoro.

I limiti? Per il lavoratore, non sarà possibile lavorare più delle ore settimanali stabilite dai precedenti decreti, dai contratti collettivi e dalle norme sanitarie; per quanto riguarda l’azienda, invece, l’unico limite è la concreta possibilità di eseguire i propri compiti mediante lo smart working (ad esempio: non dovendo utilizzare macchinari fissi che si trovano in azienda… ).

In sostanza i rapporti lavorativi, dal punto di vista contrattuale non cambieranno molto. La differenza sarà nelle modalità e nel luogo per lo svolgimento delle proprie mansioni. L’azienda, infatti, non dovrà prevedere una postazione per il dipendente quando lavorerà all’esterno dell’azienda, ma dovrà mettere a disposizione tutta la strumentazione di cui ha bisogno per portare a termine i propri compiti.

Per quanto riguarda le assicurazioni e le tutele del lavoratore, quelle verranno ampliate alla collocazione esterna. Un esempio può essere la copertura assicurativa dei danni subiti nel tragitto da casa al luogo designato per svolgere le proprie mansioni, invece che alla sede aziendale del dipendente.

La sicurezza rimane responsabilità del datore di lavoro, che si impegna a fornire, almeno annualmente, opuscoli per informare i dipendenti sui rischi derivanti dal lavoro e su come lavorare in modo sicuro.

Un punto a favore di questa legge dal punto di vista della fattibilità è l’assenza di nuovi investimenti da parte dello Stato, che dovrà utilizzare solamente i fondi già presenti.

E i lati negativi? Le opinioni di chi, all’estero, già sfrutta questa nuova modalità di lavoro sono molteplici. C’è chi dice che non ce ne sono e chi dice che si lavora senza sosta e oltre l’orario lavorativo, senza però percepire la paga per le ore straordinarie. Sensazioni molto diverse che fanno capire quanto sia importante la gestione personale del lavoro agile.

Questo Disegno di Legge potrebbe essere il lasciapassare per il futuro italiano, basterà imparare a gestirlo. Per farlo ci sono molti articoli on-line e molti consigli da chi già lavora in questo modo e ne è contento o scontento.

Stiamo a vedere come gli italiani lo adatteranno alla propria mentalità.

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