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Ferie flessibili. Il metodo Branson.

03 maggio 2016

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Da Netflix alla Virgin, alcune multinazionali all’avanguardia hanno esteso il concetto di flessibilità dai giorni lavorativi ai giorni di ferie. Il risultato? La possibilità di andare in ferie in qualsiasi momento rispettando una regola basilare: non compromettere i progetti a cui si sta lavorando.

Immaginate per un istante di non avere un piano ferie ma la libertà di prendere e partire in vacanza in qualsiasi momento, in ogni periodo dell’anno. Nessuna richiesta da sottoporre al vostro capo, giorni illimitati e l’unico vincolo di andare in ferie con la certezza che il vostro team non abbia problemi nel seguire i vari progetti.

Sembra un’utopia eppure è una policy – o meglio una “non policy” -che si sta diffondendo in alcune tra le società più open minded del pianeta. L’apripista è stata Netflix, piattaforma leader dello streaming video, e grazie a una segnalazione della figlia, la voce è arrivata a Richard Branson - imprenditore britannico, magnate della Virgin – che ha subito adottato il metodo facendone il manifesto di una nuova era nei rapporti tra datore di lavoro e dipendente.

Il ragionamento di Branson è piuttosto semplice. “Il lavoro flessibile ha rivoluzionato “il come, il dove e il quando” svolgiamo le nostre mansioni. Perciò, se lavorare dalle 9 alle 5 è un concetto superato, perché dovremmo avere delle linee guida precise riguardo alle vacanze?».

Il metodo Branson, seguito da diverse altre società in giro per il mondo, sembra avere effetti positivi sul morale, la creatività e la produttività dei dipendenti che si sentono così maggiormente responsabilizzati nel proprio lavoro. La sostenibilità di questa strategia risiede nelle stesse parole di Branson quando dice che il dipendente andrà in ferie “solo quando sarà sicuro al cento per cento che la sua assenza non danneggerà in alcun modo il business, o la propria carriera».

I detrattori di questa politica affermano infatti che, a forza di aspettare il momento giusto, i dipendenti potrebbero non andare mai in vacanza. Eppure il sistema – sperimentato inizialmente solo in alcune sedi – è entrato ormai a pieno regime. Segno che evidentemente funziona.

Chiaramente molto dipende dal business dell’azienda, ma la sfida di Branson apre gli orizzonti su un concetto più ampio: ovvero sul valutare il collaboratore non in base alle ore che passa in ufficio ma in base ai risultati che ottiene.

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