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Come evitare di assumere un “toxic employee”

18 febbraio 2016

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Avete presente quelli che in ufficio si prendono tutti i meriti? Oppure chi si lamenta sempre e abbatte il morale del team? Quelli sempre negativi o super cinici, sempre pronti a distruggere il lavoro altrui senza mai esporsi in prima persona? Ecco, in letteratura vengono definiti i “toxic employee” e studi dimostrano che ogni anno costano all’azienda un sacco di soldi in termini di mancata produttività. Più di quello che sono in grado di aggiungere i bravi collaboratori, leali e capaci di creare un clima positivo in azienda. Vediamo allora alcune strategie per identificare in anticipo un “toxic employee”.

Domande specifiche da fare durante il colloquio.

Chiedi al candidato due o tre esempi su come ha gestito in passato determinate situazioni difficili e fatti raccontare casi concreti di come ha affrontato alcuni insuccessi. Sicuramente è più efficace che porgli domande generiche del tipo “come ti comporteresti se…” o “cosa faresti in caso di…”.

Altre domande utili possono essere:

  • “cosa dicono di te i tuoi ex collaboratori?"
  • “cosa ti succede quando sei molto stressato?”
  • “ci sono delle tipologie di persone con cui fai fatica a lavorare insieme?"

In merito alle risposte, è importante capire se il candidato si prende la responsabilità di eventuali risultati negativi e se ha la tendenza a dare la colpa agli altri e parlare negativamente di ex capi ed ex collaboratori. Un altro campanello d’allarme è l’utilizzo del termine “io”. Chi sa lavorare bene in team di solito usa la prima persona plurale: “noi”.

Come si comporta in una situazione informale?

Un modo intelligente per testare se il candidato è in linea o meno con i valori dell’azienda, è quello di invitarlo a prendere un caffè o a pranzare con il tuo team. Qui il candidato può lasciarsi andare, e far trasparire qualcosa in più rispetto alla sua vera natura.

Chiedi anche ai tuoi collaboratori di darti un feedback sul candidato, e lo stesso puoi fare con altre figure dell’azienda che sono entrate in contatto con lui/lei per qualsiasi motivo. È stato gentile con l’autista o è stato arrogante nella mail alla ragazza dell’amministrazione? Sono tutti segnali da prendere in considerazione.

Limportanza delle referenze.

Hai dei dubbi sul candidato e vuoi essere sicuro che non sia un “toxic employee"? Prendi il telefono e prova a chiamare chi ha lavorato con lui in passato. Una telefonata vale molto più di una email, perché al di là delle risposte (spesso diplomatiche) è importante capire il tono di voce. Se le risposte sono convinte oppure vengono utilizzate frasi di circostanza. Nelle domande vai dritto al punto, ad esempio: “com’è lavorare con lui?”; “in cosa potrebbe migliorare?”; “sa lavorare bene con tutti?”; “come reagisce all’autorità?”; “lo riassumereste?”.

Adottando tutti questi accorgimenti, le probabilità di assumere un “toxic employee” si riducono drasticamente, aumentando invece le possibilità di avere al vostro fianco un collaboratore sincero e positivo! 

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