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3 consigli per non rimandare gli impegni importanti

06 giugno 2016

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“Lo faccio dopo” sembra una frase innocua, non è vero? Quel breve momento di pigrizia può, però, trasformarsi in una sorta di palla di neve che alla fine della sua corsa avrà raggiunto le proporzioni di una valanga, soprattutto in ambito lavorativo. È tempo di analizzarne i sintomi e scoprire insieme come evitarla.

La tendenza a posticipare è stata ampiamente analizzata in letteratura. Secondo una delle teorie più avvalorate, le persone che adottano questa forma mentis hanno difficoltà a rapportarsi con gli obiettivi a lungo termine. E, soprattutto, temono questi obiettivi e li associano dunque a sensazioni negative. 
Amano - invece - concedersi piccole gratificazioni istantanee e garantirsi una sorta di sollievo immediato, ignorando che il raggiungimento di obiettivi importanti regala maggiore soddisfazione e aumenta l’autostima.

Se ne riconoscete i sintomi, ecco 3 consigli per voi. 

1) Perdonatevi.

Come detto, “l’arte di rimandare” si lega a sentimenti negativi: chi non si sente sereno rispetto a un obiettivo o a un compito, anche se sa che deve svolgerlo, sarà costantemente sottopressione e tenderà ad evitarlo. 
Sul lavoro, può rivelarsi molto pericoloso. Si rischia di perdere un’opportunità, una promozione, un affare. Ecco quindi il consiglio per sbloccarvi: perdonatevi. Ammettete di essere umani, di avere dei limiti o – per dirla con le parole di Timothy Pychyl, professore della Carleton University di Ottawa in Canada – “arrendetevi per sentirvi meglio”. Accettate di essere dei “procrastinatori seriali” e ridurrete il senso di colpa, alleggerendovi e diminuendo così paradossalmente il vostro desiderio di posticipare.

2) Rimpicciolite gli obiettivi.

Non significa puntare in basso, ma solo porre molti step intermedi. Se, infatti, un obiettivo a lungo termine può spaventare, è possibile che tanti piccoli task siano più raggiungibili. Inoltre, mano a mano che ne porterete a termine uno, acquisterete fiducia i voi stessi e farete il pieno di energie positive, abbandonando la negatività e il sentimento di frustrazione. 

3) Non aspettate di “essere pronti”. 

Sentirsi pronti per fare qualcosa è fantastico, ma non sempre si può aspettare quel momento e soprattutto non potreste comunque avere certezze che sia l’istante perfetto. 
Rassegnatevi: gli imprevisti esistono e non si possono conoscere in anticipo. Si può solo lavorare su sé stessi per affrontarli al meglio.
Quest’ultimo e molti altri consigli tra l’ironia e la serietà sono consultabili sul sito “Wait But Why”: il blog di Tim Urban, autoproclamatosi “Gran Maestro della procrastinazione”. Tim affronta l’argomento in modo scientifico ma divertente, basandosi su esperienze personali e utilizzando divertenti racconti o buffe illustrazioni create da lui.


Siete pronti? Come detto nel punto 3: sì, lo siete.

Allora basta ritardare gli impegni: iniziate ora a mettere in pratica i 3 punti che abbiamo condiviso con voi. Tutto vi sembrerà più semplice e organizzato, anche al lavoro.
 

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