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4 FAQ per la stesura di un questionario sulla soddisfazione interna

09 febbraio 2016

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Il sondaggio sulla employee satisfaction è ormai un must di ogni grande organizzazione, utile per fidelizzare i dipendenti, anticipare le loro esigenze e coinvolgerli maggiormente nello sviluppo dell’azienda. Troppe volte però la compilazione del questionario si rivela una pura formalità, senza effettivi benefici né per i dipendenti né per l’azienda. Proviamo allora a rispondere ad alcuni interrogativi fondamentali per creare un sondaggio davvero efficace.

Quali sono i temi da affrontare nelle domande?

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la percezione del dipendente circa l’andamento dellazienda, i progetti che vengono svolti e i processi organizzativi. Se l’azienda ha di recente introdotto un qualsiasi cambiamento - nuova filosofia, nuove procedure, nuove aree di servizio - sarà molto importante sapere come lo valutano i dipendenti per eventualmente modificare in corsa alcuni interventi.

Un capitolo fondamentale è poi l’aspetto personale di ogni risorsa e la sua soddisfazione in termini di: ruolo e progetti seguiti; rapporti e comunicazione con il proprio referente, clima lavorativo, opportunità di crescita personale.

Abbiamo dimenticato qualcosa? Data l’impossibilità di coprire qualsiasi tematica aziendale, anche per ragioni di sintesi, inserite alla fine la possibilità di lasciare dei commenti liberi. Tenetevi pronti: molti commenti potrebbero riguardare retribuzioni e orari di lavoro.

Risposte anonime o nominali?

Se da una parte le risposte con nome e cognome vi permettono di analizzare più concretamente i risultati, la prassi ormai è di garantire l’anonimato del dipendente così da evitare timori di eventuali ripercussioni, stimolare un’ampia partecipazione e soprattutto ottenere risposte davvero sincere.

Per rassicurare il dipendente sulla riservatezza delle loro risposte, potete anche utilizzare una piattaforma di sondaggi indipendente tra le tante che esistono oggi in rete.

Se la struttura aziendale è grande, tale da non compromettere l’anonimato, potete anche chiedere di compilare alcuni dati anagrafici come età, sesso e anzianità, per avere un feedback più preciso anche in base a questi aspetti.

Come garantire la massima partecipazione?

Al vostro sondaggio ha partecipato il 70% degli intervistati? Beh, potete già considerarlo un risultato positivo, ma si può fare di più. Per ottenere una partecipazione ancora maggiore dovete adottare una strategia di comunicazione che preveda:

  • una chiara spiegazione sulle finalità dell’indagine;
  • informazioni precise su come partecipare;
  • garanzie sull’anonimato delle risposte;
  • definizione di una scadenza esatta entro cui compilare il sondaggio (di norma entro 1/2 settimane);
  • una serie di avvisi periodici per ricordare al dipendente la possibilità di partecipare.

Se state escogitando qualche mossa per obbligare i vostri dipendenti a rispondere al questionario… sarebbe solo un ottimo modo per ottenere un feedback assolutamente negativo.

Cosa fare con i risultati del questionario?

Anche il sondaggio meglio strutturato può risultare inefficace senza

una corretta interpretazione dei risultati e una visione delle azioni volte a migliorare le aree ritenute critiche. Organizzate degli incontri per analizzare le risposte e lavorate in gruppo per identificare le soluzioni migliori. Si tratta di un processo faticoso ma necessario anche per far sentire ai dipendenti che la compilazione del questionario ha avuto un seguito. Per fare in modo che partecipino alle prossime indagini, tutta la struttura deve essere informata sui risultati del sondaggio e su come l’azienda si sta muovendo per risolvere i problemi emersi.

Ecco, noi abbiamo risposto alle vostre domande più frequenti. Ora, tocca a voi fare le domande ai vostri dipendenti!

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