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Cambiare azienda o rimanere fedeli?

04 maggio 2015

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Come il gioco del calcio, anche il mondo del business ha le sue “bandiere” che rimangono fedeli all’azienda per intere generazioni e i suoi manager globetrotter che invece cambiano frequentemente casacca per cogliere ogni volta le migliori opportunità. Ma quali sono i pregi e i difetti delle due scelte?

Riconoscimento del proprio valore.

Lavorare sempre nello stesso ambiente ti dà la certezza di vedere riconosciuta la tua professionalità. L’azienda sa quanto vali e se dopo tanti anni ha ancora fiducia in te significa che rappresenti davvero una risorsa fondamentale. Da questo punto di vista cambiare azienda può essere un rischio da valutare con estrema attenzione. Rimettersi in gioco ogni volta significa anche la possibilità che il nuovo boss non apprezzi le tue capacità o il tuo metodo di lavoro.

Progressione dello stipendio.

Cambiare spesso azienda, si sa, è uno degli strumenti principali per ottenere uno stipendio più alto. L’importante è cercare una nuova posizione quando ancora si ha un lavoro, in modo tale da avere la giusta forza contrattuale.

Una controfferta da parte della propria azienda è sempre possibile ma non è assolutamente scontata. E purtroppo è ancora più difficile che l’azienda, senza alcun “ricatto”, possa premiare la tua fedeltà con uno scatto di stipendio.

Motivazioni.

Chi è sempre in cerca di adrenalina, probabilmente sceglierà una carriera da globetrotter. Ricca di imprevisti, situazioni mutevoli, nuove cose da imparare e nuove relazioni da instaurare. Rimanendo nella stessa azienda è più difficile trovare nuovi stimoli:

serve un atteggiamento attivo e propositivo e una mentalità illuminata da parte dei capi, magari nel ruotare ruoli e posizioni così da favorire lo scambio della conoscenza.

Scelte di vita.

Tra fedeltà e cambiamento esiste anche una differenza di genere. I maschi tendono ad essere più “mercenari” mentre le donne preferiscono una carriera più stabile, anche per evidenti ragioni familiari. Chi cambia lavoro frequentemente deve essere disposto anche a cambiare città o a effettuare lunghi spostamenti, e a mettere in discussione la propria routine quotidiana.

Costruire una storia.

Esistono progetti di lungo periodo che possono essere seguiti con efficacia solo attraverso una presenza costante e duratura. Anche per un’azienda a volte può essere preferibile affidarsi a un manager magari meno brillante ma più “sicuro” perché ci sono dinamiche e automatismi di squadra che vanno oliati nel tempo.

I fedeli a volte riescono a costruire un’azienda a propria immagine e somiglianza, mentre i globetrotter possono portare quella freschezza necessaria per ribaltare anche le abitudini più consolidate. I manager fedeli possono scrivere un libro, mentre i manager globetrotter sono più portati verso piccoli racconti di successo. Forza tranquilla contro energia esplosiva.

E tu? Sei più fedele o globetrotter?

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