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Dagli studi in Economia all'IT. Professione: ERP Finance Consultant

27 ottobre 2016

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Data di pubblicazione: 27 ottobre 2016
​Intervista a Daniele Domenicucci, consulente JD Edwards. Siamo andati a trovarlo per conoscere i segreti di un percorso atipico. Da una laurea in Economia e Commercio ai software gestionali, prima in un ruolo tecnico e poi come consulente.

Ciao Daniele, sappiamo che il tuo approccio al mondo IT è stato piuttosto inusuale. Ci puoi raccontare come è iniziata la tua carriera?

Tutto è nato per caso: dopo la laurea in Economia e Commercio volevo fare un’esperienza all’estero. Mi sono trasferito in Irlanda per uno stage e al termine ho deciso di rimanere lì per cercare lavoro. A Dublino il settore dell’informatica era ed è molto sviluppato, così sono riuscito ad entrare in una multinazionale IT.

Inizialmente ho lavorato all’interno del servizio clienti. Poi, sempre nella stessa realtà, mi sono candidato per una posizione più specialistica come Support Consultant (che in Italia equivale al ruolo di Help Desk tecnico) per aiutare i clienti a risolvere problematiche molto specifiche nell’utilizzo del software. Pur non avendo un background informatico sono riuscito a battere la concorrenza di altri candidati grazie alle mie skill nel mondo finance.

 

E dopo 5 anni di esperienza sei tornato in Italia

Sì, il mio ritorno in Italia è stato diciamo una “scelta di vita”. Arrivato qui, ho rifiutato anche ottime opportunità che però mi avrebbero riportato in qualche modo a lavorare all’estero. Dopo una serie di colloqui ho scelto una società di consulenza di sistemi gestionali con sede a Parma, nel ruolo di consulente applicativo finance JD Edwards. Sono passato quindi da un lavoro prettamente tecnico a una posizione più relazionale, dove oltre alla conoscenza del software, è fondamentale il rapporto con il cliente.

 

Puoi dirci quali sono le varie fasi del tuo lavoro di oggi?

Si va da una prima fase di ascolto delle esigenze del cliente alla presentazione del progetto di sviluppo e personalizzazione del software. Io mi occupo della parte finanziaria e di contabilità dell’applicativo ma insieme a me ci sono altre figure esperte in altre aree (vendite, acquisti, produzione, etc). Lavoriamo in team (di 4-6 persone in media) e spesso e volentieri operiamo direttamente nella sede del cliente, in quanto è fondamentale capire da vicino come funziona il business dell’azienda e parlare con le figure chiave.

L’ultima parte del progetto riguarda la formazione di tutto il personale coinvolto. Il nostro obiettivo è rendere il cliente pienamente autonomo nell’utilizzo del software.

 

Quali sono i lati positivi e negativi del tuo lavoro?

La bellezza di un lavoro di consulenza è la mancanza di ripetitività. Ogni volta ci si adatta a delle esigenze diverse, entrando nelle dinamiche del business di una nuova realtà. Poi il rapporto con il cliente è molto appagante. Spiegare le funzionalità, risolvere i problemi, essere fautori del successo di un progetto: sono attività gratificanti dove il valore del consulente è assolutamente riconosciuto da parte dell’azienda.

La difficoltà può essere quella di conciliare la propria vita quotidiana e l’ambito familiare (soprattutto andando avanti con gli anni) con una professione che assorbe davvero molte energie.

I clienti sono a volte a chilometri di distanza o in un’altra regione. Per me è difficile pianificare un impegno fisso serale in un giorno della settimana perché quel giorno potrei essere benissimo in trasferta in un’altra città. Sicuramente è un lavoro stimolante ma impegnativo.

 

Immagina di avere di fronte un 25enne. Che percorso gli consiglieresti per intraprendere una carriera simile alla tua? Fare un master è fondamentale?

Un master non direi. Una laurea in Informatica o in Ingegneria Gestionale sono più che sufficienti per affacciarsi al mondo del lavoro.
Guardando al mio percorso, anche Economia e Commercio, ma solo perché io mi occupo di un ambito piuttosto particolare come l’area Finance.
Usciti dall’università ci sono ottime possibilità per iniziare un apprendistato che spesso al termine (e credo più che in altri settori) è convertito in contratto a tempo indeterminato.

La retribuzione è buona, soprattutto se consideriamo anche le indennità di trasferta, e in generale il mondo della consulenza permette di fare una indigestione di esperienza. Di certo non troppo adatto a chi preferisce la routine, ma consigliatissimo per chi è intraprendente, ama viaggiare e vivere la vita e il lavoro in maniera molto intensa.

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