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5 domande da non fare a un colloquio di lavoro

15 settembre 2015

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Se i colloqui informali sono di norma più interessanti delle solite domande standardizzate, occhio però a non entrare in ambiti che possano ledere la privacy del candidato. Ecco per voi una lista di 5 domande off limits, da evitare assolutamente durante una interview.

Ha figli in programma?

Se ci fosse una classifica delle domande vietate ai colloqui di lavoro questa occuperebbe senz’altro il primo posto. In realtà tutte le domande relative a stato matrimoniale, di famiglia o di gravidanza sono considerate discriminanti secondo il Codice delle Pari Opportunità (rivolto non solo alle donne ma a tutti i cittadini italiani).

Anche se siete in buona fede evitate dunque di fare domande troppo personali, come quella di chiedere “sei sposato/a?”. Dall’altra parte potrebbe essere intesa come una indebita ingerenza.

Qual è la sua nazionalità?

Sembrerà strano ma anche questa è considerata una domanda illecita. Se il vostro candidato ha un accento molto particolare o addirittura straniero, l’unico modo per avere informazioni sulla sua provenienza è quella di consultare i dati presenti sul curriculum.

Come mai? Perché lo dice l’art 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Cosa ne pensa di quella legge che…?

Alt! Anche se la conversazione vira naturalmente verso certi argomenti, non possiamo fare al candidato nessuna domanda che possa svelare le sue opinioni politiche o una sua eventuale affiliazione a partiti o sindacati.

La sua religione che feste ha?

Le domande sulla religione hanno spesso un valore molto pratico, ossia di conoscere eventuali impegni del candidato che possano discostarsi dal normale orario di lavoro. Lo Statuto dei lavoratori vieta questo tipo di discriminazioni e anzi molte aziende stanno cercando di trovare delle soluzioni per permettere a tutti di esercitare il proprio credo, come i “permessi di preghiera” durante il Ramadan per i dipendenti musulmani.

Lei ha qualche disabilità?

Sembrerà scontato ma è sempre meglio rimarcarlo. Preselezionare i lavoratori in base a un eventuale handicap è assolutamente illegale, anche se questa informazione è stata ottenuta con il loro consenso. Per approfondire il tema potete consultare l’art 10 del Decreto legislativo N. 276 del 2003 "Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro".

Dunque che domande fare? Beh, diciamo tutte quelle che vi sono utili per scoprire la personalità e le reali competenze e attitudini del candidato. E se avete bisogno di un supporto professionale, In Job è qui per questo!

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