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5 consigli di public speaking

16 dicembre 2014

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Data di pubblicazione: 16 dicembre 2014
Quella che i greci chiamavano retorica e i romani ars oratoria, oggi è public speaking. Saperla maneggiare significa essere in grado di convincere e coinvolgere un pubblico, trasmettendo un messaggio in modo forte e univoco. Uno skill fondamentale per un manager che ogni giorno partecipa a riunioni e incontri con clienti, colleghi e superiori.

Sviluppare il proprio stile di public speaking è complesso; non esistono regole precise cui attenersi, ma è sempre necessario trovare la versione di se stessi che meglio risponde alle esigenze del pubblico. Un equilibrio, questo, davvero difficile che si affina solo con l’esperienza. Prendiamo un esempio che ha rivoluzionato il ruolo del public speaking nel mondo: TED. Un modo di far conferenza che ha come scopo la diffusione di idee nuove nel mondo. Assistere a un TED significa vedere e sentire sul palco una serie di conferenzieri diversi, che parlano di argomenti anche molto distanti fra loro. Ciascuno con un massimo di 18 minuti davanti a sé e qualche chart alle spalle.        

  Vedere i talk (così si chiamano i diversi interventi degli oratori) è un’esperienza illuminante: un bravo talker è in grado di parlare di astrofisica lasciando l’audience a bocca aperta. Un talker che si fa invece prendere dall’emozione non è in grado di spiegare neppure una semplice ricetta di cucina. Ecco qualche consiglio ispirato proprio all’esperienza TED.

1)  Prepararsi Non significa assolutamente imparare a memoria un discorso, ma sapere sempre dove si andrà a parare.

  • Organizza il tuo intervento attenendoti a un ordine logico, con una parte iniziale, di mezzo e finale; ciascuna deve avere una propria autonomia.
  • Ripeti il discorso ad alta voce, almeno un paio di volte. Se noti che alcuni passaggi ti risultano difficoltosi, significa che devi modificare qualcosa.

2)  Strategia e tattica La buona riuscita del tuo discorso dipende moltissimo dalla situazione specifica. Sarai l’unico oratore? Il tuo intervento viene dopo una serie di altri interventi? E come si è comportato il pubblico con gli altri? Se il tuo pubblico è stanco, è importante che tu riesca ad attirare comunque l’attenzione. Una buona tecnica consiste nel non stare fermi in una posizione o seduti al tavolo, movimentando il proprio discorso anche fisicamente.

3)  Tempo massimo Cerami, scrittore e sceneggiatore, racconta di uno spettacolo che Roberto Benigni portava in giro per l’Italia. La durata del monologo, a seconda del pubblico ma anche del luogo (stadio, club o teatro) cambiava di lunghezza anche se lo script veniva ripetuto precisamente, parola per parola. La differenza la facevano le pause e l’energia profusa nel recitare. Anche se hai un pubblico coinvolto, ricorda sempre che il tuo intervento non deve superare una determinata lunghezza. I 18 minuti del TED insegnano: avere quel limite aiuta l’oratore a essere ancora più efficace nel sottolineare i punti cardine da trasmettere.

4)  Trova i tuoi complici. Ovvero: parla a una persona alla volta, guardandola negli occhi. Un trucco semplice per non avvertire la pressione del pubblico, ma anche un modo per rendere il tuo discorso ancora più mirato, appuntito e intenso. Due minuti e poi via, scegli un altro destinatario.

5)  Domande. Inserisci alcune domande da rivolgere al pubblico nel tuo discorso, in modo da coinvolgere attivamente le persone, dando loro la sensazione di contribuire concretamente a costruire il tuo intervento. Non è sempre necessario che le loro risposte diventino a loro volta piccoli interventi, ma il linguaggio del tuo corpo deve far chiaramente capire che sei davvero interessato alle loro risposte. Questo ti darà un pubblico molto più attento e, alla fine, preparato e convinto. Se parlare in pubblico ti crea ansia, ricordati che l’unico modo per acquisire fiducia è proprio quello di parlare in pubblico. Non temere di apparire insicuro o di rimediare qualche figuraccia. Come in tutte le cose anche essere un buon oratore è una questione di esercizio.

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